Negli anni ’60 e ’70 l’edificio è stato oggetto di interventi che ne hanno profondamente alterato l’impianto originario di fine Ottocento, trasformandolo secondo le pratiche edilizie del tempo, quando il cemento armato ha pervaso e spesso snaturato gran parte degli immobili del centro storico di Alviano (Tr).
L’occasione per recuperare il volume originario nasce dalla volontà del nuovo committente di ristrutturare l’abitazione valorizzando la straordinaria vicinanza al castello, assumendola come elemento identitario e punto di forza del progetto. L’edificio è stato liberato dalle strutture in laterocemento realizzate negli anni ’60, che lo avevano trasformato in un organismo frammentato e labirintico, con zona giorno al piano terra e zona notte al primo piano.
L’intervento ha ribaltato completamente l’organizzazione interna: al piano primo è stato creato un unico grande spazio, affacciato sul terrazzo prospiciente la piazza e il castello, mentre al piano terra, dove avviene l’accesso, trovano collocazione le camere e i bagni.
L’involucro edilizio è stato recuperato e le murature originarie sono state riportate a vista all’interno, valorizzandone la matericità. Una nuova struttura in acciaio è stata affiancata a quella muraria, diventando l’orditura della copertura, completata con travi in legno e pianelle in laterizio fatte a mano per l’impalcato, posate in modo da rendere visibile la superficie lavorata artigianalmente.
In copertura, due ampie prese di luce inquadrano la vista sul torrione del castello, instaurando un dialogo diretto tra interno ed esterno. Gli elementi in acciaio dichiarano la contemporaneità dell’intervento, mettendo in risalto, per contrasto, la struttura costruttiva originaria.
All’esterno è stata ripristinata la gronda con mensole in laterizio lavorate a mano; la superficie è stata intonacata per garantire maggiore discrezione nell’avvicinarsi al castello. La facciata nord, in continuità con le mura del paese, è stata lasciata con la pietra a vista e le bucature sono state riorganizzate, definite nelle proporzioni e negli allineamenti.
Sempre sulla facciata nord la nuova copertura è evidenziata da un profilo in acciaio che ne costituisce il coronamento, mentre il manto è realizzato in laterizio artigianale fatto a mano, in coerenza con la tradizione costruttiva locale.
Un rilievo approfondito dell’edificio ha rappresentato il punto di partenza del progetto, consentendoci di distinguere con chiarezza le parti originarie dalle superfetazioni introdotte negli anni ’60. Questa fase di analisi ha guidato tutte le scelte successive, orientate a ristabilire un dialogo coerente tra preesistenze e nuovi interventi.
La progettazione esecutiva è stata sviluppata con particolare attenzione alla definizione della tessitura delle travi di copertura. Per comprendere e risolvere la complessità di una struttura in acciaio da inserire su un perimetro irregolare, è stato realizzato anche un plastico di studio, strumento fondamentale per visualizzare e organizzare il sistema strutturale nella sua interezza.
La direzione dei lavori è stata seguita con presenza costante in cantiere, scelta che ha permesso di affrontare con sensibilità e precisione gli interventi di recupero e restauro dei paramenti murari, valorizzando la matericità e la memoria costruttiva.
Parallelamente, lo studio ha curato il progetto architettonico e strutturale in ogni sua parte, fino alla definizione degli interni. I bagni con lavandini in pietra, le scale e le balaustre in vetro e acciaio sono stati pensati come elementi contemporanei capaci di inserirsi con misura in un involucro di grande pregio. Qui, i nuovi materiali — acciaio, laterizio e legno — dialogano con i paramenti murari originari, in un equilibrio tra innovazione e rispetto della storia dell’edificio.