L’intervento nasce dal confronto diretto con il tessuto di Guardea e con il suo spazio pubblico principale, assumendo la sostituzione di un “pezzo” di paese come occasione per ridefinirne il significato e le modalità d’uso contemporanee.
Il fabbricato preesistente, segnato da una frammentazione che ne comprometteva la funzionalità e privo di un reale valore storico, è stato demolito per lasciare spazio a un nuovo organismo capace di accogliere le esigenze della collettività. Di esso, tuttavia, è stata conservata una traccia significativa: il passaggio voltato che conduce alle abitazioni retrostanti. Questo elemento, carico di memoria quotidiana, diventa il fulcro attorno a cui si costruisce il progetto.
Il nuovo edificio si articola in due parti che dialogano tra loro e con il contesto. Sul fronte strada, il volume si inserisce con misura nel paesaggio costruito, reinterpretando i caratteri della tradizione locale: la copertura, lo sporto di gronda, le proporzioni della facciata. Sul retro, dove il rapporto con l’intorno è più ravvicinato e meno qualificato, il linguaggio si fa più essenziale, quasi silenzioso, affidandosi a una contemporaneità sobria.
Tra queste due anime, il passaggio voltato rimane invariato, attraversando il nuovo edificio come una soglia nel tempo, capace di mantenere un legame concreto con ciò che c’era prima.
All’interno, lo spazio si sviluppa in verticale attorno a un pozzo di luce che mette in relazione i diversi livelli e porta la luce naturale fino al cuore dell’edificio. Al piano terra trova posto la sala comunitaria, pensata come ambiente aperto e flessibile, destinato tanto alle attività istituzionali quanto ai momenti di incontro della cittadinanza.
Il fronte si apre con un portico che introduce una dimensione intermedia tra spazio pubblico e edificio: un luogo di sosta, di passaggio, di relazione. Qui il ritmo delle aperture alterna archi e architravi, richiamando da un lato la casa comunale, dall’altro il linguaggio diffuso del borgo, in un gioco di continuità e reinterpretazione.
L’intonaco chiaro contribuisce a restituire unità all’intervento, che si propone non come oggetto isolato, ma come parte di un sistema più ampio. In questo modo, il progetto partecipa alla ricostruzione del fronte urbano e restituisce forma e riconoscibilità a uno spazio collettivo centrale, dove la chiesa e la sede comunale trovano un nuovo equilibrio di relazioni.
Abbiamo supportato l’Amministrazione nella definizione e formalizzazione delle esigenze espresse, attraverso la redazione di un primo progetto preliminare che ha evidenziato la proposta architettonica e funzionale, nonché l’organizzazione dell’intervento sotto il profilo esecutivo. Per l’occasione è stato realizzato un plastico in grado di verificare i rapporti con il costruito esistente.
Ci siamo occupati della direzione dei lavori
Successivamente, sono stati redatti il progetto definitivo e quello esecutivo. Infine, sono state svolte le attività di direzione dei lavori e di coordinamento per la sicurezza