L’intervento è strettamente connesso alla realizzazione dell’edificio, trattato in una scheda specifica.
Il proprietario desiderava uno spazio che richiamasse l’idea di una piazza: un ambiente di lavoro aperto e condiviso, in cui tutti, durante l’attesa, potessero partecipare liberamente alle conversazioni, tipiche di questi contesti. Ne deriva un locale unitario, organizzato lungo il perimetro attraverso tagli di luce agli angoli, dove si alternano le diverse postazioni operative.
Due lati ospitano le poltrone orientate verso l’esterno, mentre sul terzo lato si colloca l’area lavaggio, rivolta verso l’interno. Il quarto lato è dedicato alla zona d’attesa, caratterizzata da un ampio divano. Le pareti interne sono costituite da arredi contenitivi che integrano i prodotti necessari all’attività.
Lo spazio è fortemente caratterizzato dal pavimento in basalto nero levigato, trattato a cera per ottenere un effetto materico morbido. La superficie alterna parti lisce e inserti a mosaico in tinta, enfatizzando la centralità dell’ambiente. Alle pareti, una pietra naturale calcarea gialla, dalla texture molto scabra, definisce il fondale su cui sono collocati gli specchi.
L’illuminazione sottolinea l’organizzazione funzionale perimetrale attraverso fili elettrificati e linee luminose schermate da filtri in plexiglas. Sulla parete in pietra, un elemento continuo in basalto corre nella parte superiore degli specchi, integrando luci lineari dedicate.
Le sedute sono proposte in tre colori — rosso, giallo e blu — leggermente desaturati, in richiamo ai principi del neoplasticismo e alle composizioni di Piet Mondrian.
Lo spazio è completato da tende colorate, espressamente richieste dal parrucchiere.
Il progetto ha previsto: