La riqualificazione di Piazza Bartolomeo d’Alviano nasce all’interno di un più ampio piano di riorganizzazione urbana elaborato nel 2010 e trova nel 2020 l’occasione concreta per essere realizzata. L’intervento si concentra sulla ridefinizione dello spazio della piazza con l’obiettivo di ristabilire un corretto rapporto tra lo spazio pubblico e le mura del castello, oggi compromesso dalla presenza diffusa delle automobili. Il progetto intende restituire centralità alla dimensione pedonale, pur mantenendo la possibilità di accesso veicolare necessario ai residenti del centro storico.
Il principio generatore del progetto è l’individuazione di un margine urbano coincidente con il tracciato dell’antica cinta muraria, scomparsa ormai da molti anni. Questo limite, definito da una linea parallela alle mura del castello e corrispondente alla posizione originaria del muro di cinta, stabilisce il confine tra lo spazio esclusivamente pedonale e quello eventualmente carrabile, diventando l’elemento ordinatore della nuova configurazione della piazza.
Sul lato sinistro rispetto al torrino di ingresso, tale margine viene reso percepibile attraverso la materializzazione di una fontana lineare: una sottile lama d’acqua che scorre su uno scivolo in travertino, evocando il suono e la presenza dei fontanini che un tempo caratterizzavano il borgo. L’elemento è accompagnato da una linea luminosa, interna ed esterna al flusso d’acqua, capace di assumere diverse colorazioni e di scandire momenti evocativi, ricorrenze e occasioni collettive.
La nuova piazza si configura così nello spazio compreso tra questo limite e le mura del castello, attraverso un processo progettuale che idealmente corrisponde al riavvolgimento di un nastro, un gesto che riporta indietro nel tempo per recuperare le caratteristiche originarie del luogo. L’operazione si traduce nella rimozione di parte della pavimentazione realizzata alla fine degli anni Ottanta, facendo emergere i diversi layer che nel tempo si sono sovrapposti nella costruzione dello spazio urbano.
Una volta riportata alla luce la condizione originaria, riemerge il prato sottostante, che diventa il vero margine di rispetto delle mura storiche e la principale emergenza del nuovo spazio pubblico: una superficie libera destinata alla sosta, al gioco e alla conversazione. Lungo le tracce della precedente pavimentazione vengono realizzate nuove sedute, ottenute utilizzando la stessa pietra del pavimento. Concepite come elementi volumetrici che emergono dalla superficie, esse mantengono una continuità materica e figurativa con il suolo esistente. La rimozione delle lastre lascia volutamente un margine frastagliato; il disegno del prato che si insinua tra le pietre viene quindi ribaltato e sovrapposto alla pavimentazione esistente, generando un ulteriore layer nella costruzione dello spazio.
Sul lato destro del torrino di ingresso, in corrispondenza di un’area caratterizzata da una forte pendenza originaria, il progetto realizza una piccola piazza terrazzata mantenendo la quota delle gradonate di accesso. Qui sono collocate vere e proprie poltrone urbane che configurano uno spazio domestico all’aperto, un soggiorno urbano destinato alla vita quotidiana degli abitanti di Alviano.
In sintesi:
Il progetto non si limita a rifare la piazza, ma ricostruisce il rapporto tra spazio pubblico, memoria storica e vita quotidiana, trasformando l’area da parcheggio dominato dalle auto a luogo di incontro, sosta e identità urbana.