Città di realizzazione: Alviano, Terni
Cliente: Comune di Alviano
Con Arch. Lorenzo Bonelli, Arch. Alessandro Caiello, Arch. Gabriel Morosout
Anno di realizzazione: 2022

Descrizione

Il progetto affronta due temi principali: il rapporto con la città e l’organizzazione funzionale dello spazio scolastico.

L’edificio si configura come una soglia tra il tessuto urbano e il paesaggio naturale. Un volume si rivolge verso la città, diventando un segno riconoscibile e uno spazio di relazione tra la comunità scolastica e quella civica. La facciata trasparente rende visibile la vita della scuola e costruisce un dialogo aperto tra presente e futuro. Il volume opposto si orienta invece verso il paesaggio, accogliendo gli spazi dedicati alla didattica in un rapporto più raccolto e contemplativo con l’ambiente naturale.

Il cuore del progetto è il grande atrio centrale, uno spazio continuo e dinamico strutturato da rampe e percorsi che generano una complessa articolazione spaziale. Qui lo spazio si espande in verticale e in orizzontale, costruendo una sequenza di affacci, attraversamenti, luoghi di sosta e spazi per l’incontro e lo studio informale. L’atrio diventa così un dispositivo di relazione e di orientamento, capace di rendere visibile la vita della scuola.

La scuola dell’infanzia e la scuola secondaria di primo grado, pur rimanendo fisicamente distinte, condividono lo stesso campo visivo: gli sguardi si incrociano attraverso l’atrio, costruendo una continuità simbolica nel percorso educativo.

La complessità dello spazio richiama le visioni di Piranesi e le costruzioni impossibili di Escher: rampe, affacci e percorsi moltiplicano le possibilità di attraversamento, trasformando il movimento nello spazio in metafora del processo di conoscenza.

La materia architettonica si costruisce attraverso il contrasto tra tre elementi essenziali: la trasparenza del vetro, il bianco opaco delle superfici e il calore strutturale del legno, che definiscono un gioco di luci e ombre capace di enfatizzare la profondità dello spazio.

La nuova scuola, integrata con la palestra esistente, costituisce il nuovo plesso scolastico comprensivo. I bambini accedono alla palestra direttamente allo stesso livello, mentre gli studenti della secondaria vi arrivano attraverso una rampa scavata lungo il fianco del volume scolastico. In questo punto l’edificio si appoggia al suolo con una “scarpa” muraria che rievoca i bastioni del castello cinquecentesco di Alviano, radicando l’architettura nella memoria del luogo.

L’intervento riguarda la realizzazione di uno spazio aggregativo che si pone l’obiettivo di ripristinare la piazza principale di Amatrice dov’era, confermando questo luogo come spazio di incontro per eccellenza anche della nuova città.

Il luogo storico della piazza, che per ogni centro urbano rappresenta un elemento fondamentale per le relazioni sociali, viene confermato nella stessa posizione, enfatizzando ulteriormente gli elementi originari. Esso è situato all’incrocio tra Corso Umberto I e Via Roma, assi sui quali è generata la griglia urbana di Amatrice, confermata nel piano di ricostruzione post-sisma, insieme alla struttura degli isolati urbani e al conseguente rapporto tra pieni e vuoti della città.

I due assi sono tipici dell’urbanizzazione di matrice romana, impostata sul sistema di cardo e decumano, non perfettamente ortogonali ma leggermente ruotati per assecondare le caratteristiche orografiche dell’altopiano su cui sorge Amatrice. La proposta progettuale si fonda sulla conferma degli assi originari e sull’introduzione di una nuova direzionalità, basata sulla perfetta ortogonalità rispetto a Via Roma, corrispondente anche con l’assialità della torre civica.

L’impostazione delle due giaciture e la loro sovrapposizione permettono di individuare due piani a diversi livelli sui quali è possibile testimoniare la presenza urbana di due epoche differenti: la città pre-sisma e la città post-sisma.

I due livelli evidenziano la stratificazione urbana nel tempo e la loro sovrapposizione consente di assegnare un diverso livello di lettura: la superficie sottostante, assunta come livello originario, e il livello superiore, che rappresenta la città del futuro.

Il livello originario è trattato con terreno vegetale inerbito che, nell’immaginario, richiama un ambito museale di tipo archeologico, ovvero un approccio conservativo della memoria e della sua valorizzazione per costruire una coscienza del futuro. Su questo livello vengono riportate alla luce le mura perimetrali della chiesa di San Giovanni. In alzato, i volumi vengono ridefiniti attraverso la ricostituzione del guscio volumetrico, che diventa una promenade urbana verso la città.

Titolo

LA SCUOLA PER L’ITALIA DI DOMANI

FUTURA. PROGETTARE, COSTRUIRE E ABITARE LA SCUOLA

LA NUOVA SCUOLA PER ALVIANO

PROGETTO FINALISTA

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