L’intervento riguarda la realizzazione di uno spazio aggregativo che si pone l’obiettivo di ripristinare la piazza principale di Amatrice dov’era, confermando questo luogo come spazio di incontro per eccellenza anche della nuova città.
Il luogo storico della piazza, che per ogni centro urbano rappresenta un elemento fondamentale per le relazioni sociali, viene confermato nella stessa posizione, enfatizzando ulteriormente gli elementi originari. Esso è situato all’incrocio tra Corso Umberto I e Via Roma, assi sui quali è generata la griglia urbana di Amatrice, confermata nel piano di ricostruzione post-sisma, insieme alla struttura degli isolati urbani e al conseguente rapporto tra pieni e vuoti della città.
I due assi sono tipici dell’urbanizzazione di matrice romana, impostata sul sistema di cardo e decumano, non perfettamente ortogonali ma leggermente ruotati per assecondare le caratteristiche orografiche dell’altopiano su cui sorge Amatrice. La proposta progettuale si fonda sulla conferma degli assi originari e sull’introduzione di una nuova direzionalità, basata sulla perfetta ortogonalità rispetto a Via Roma, corrispondente anche con l’assialità della torre civica.
L’impostazione delle due giaciture e la loro sovrapposizione permettono di individuare due piani a diversi livelli sui quali è possibile testimoniare la presenza urbana di due epoche differenti: la città pre-sisma e la città post-sisma.
I due livelli evidenziano la stratificazione urbana nel tempo e la loro sovrapposizione consente di assegnare un diverso livello di lettura: la superficie sottostante, assunta come livello originario, e il livello superiore, che rappresenta la città del futuro.
Il livello originario è trattato con terreno vegetale inerbito che, nell’immaginario, richiama un ambito museale di tipo archeologico, ovvero un approccio conservativo della memoria e della sua valorizzazione per costruire una coscienza del futuro. Su questo livello vengono riportate alla luce le mura perimetrali della chiesa di San Giovanni. In alzato, i volumi vengono ridefiniti attraverso la ricostituzione del guscio volumetrico, che diventa una promenade urbana verso la città.